giovedì 3 marzo 2016

ROMA - SANTA CECILIA IN TRASTEVERE - GLI AFFRESCHI DI PIETRO CAVALLINI






La struttura architettonica di Santa Cecilia risale al pontificato di Pasquale I (817 -824), quando fu ricostruita sul Titulus Caecilae, ricordato già nel IV secolo. La chiesa fu costruita secondo i canoni dell'architettura carolingia: muratura tutta in laterizi, finestre a doppia ghiera, impianto basilicale a tre navate,  terminazione absidale e, soprattutto, cripta semianulare. Fra i secc. XII e XIII furono costriti il portico, il campanile, l'ala destra del convento ed il chiostro; nel 1540 fu aggiunto il coro e, nel 1600, furono realizzati la nuova confessione, il rialzamento del presbiterio e gli altari laterali. Sostanziali restauri si ebbero nel Settecento con la nuova facciata , che lascia tuttavia intravvedere la parte più alta del prospetto del IX in laterizi,  tetto a spioventi e tre finestre ad arco a tutto sesto.

Il ciborio, mirabile opera scultorea di Arnolfo di Cambio, è corredato da una epigrafe che ne attesta la paternità e la data del 1293.

Momento saliente, non solo della decorazione della chiesa, ma dell'intero panorama artistico della Roma tardo-duecentesca. è rappresentato dagli affreschi di Pietro Cavallini, occultati nel Cinquecento per la costruzione del coro. e riportati alla luce ai primi del Novecento. Le splendide pitture ricoprivano interamente la controfacciata con la rappresentazione del Giudizio Universale, ma in origine dovevano essere verosimilmente estesi a tutte le pareti della chiesa, come lasciano intendere gli affreschi a lato dell'ingresso (Sogno di Giacobbe) e quelli a fronte (L'Inganno di Isacco).
Pietro Cavallini è l'autore del Cristo in trono entro la mandorla tra San Giovanni Battista, la Vergine, gli Apostoli, i beati ed i dannati ed i bellissimi angeli dalle ali variopinte.


Pietro de' Cerroni, detto Pietro Cavallini (1240/50 - 1340/) Le notizie sulle sue opere sono principalmente legate al ciclo di mosaici in Santa Maria in Trastevere a Roma, dove si leggono (in una iscrizione frammentaria) il suo nome e la data del 1291; al ciclo di affreschi in Santa Cecilia e ai documenti che registrano la sua presenza nei mosaici o negli affreschi ora perduti o fortemente alterati di San Pietro in Vaticano e nelle chiese romane dell'Aracoeli, di San Crisogono, di San Paolo fuori le mura (tra il 120 e il 1290), di San Francesco a Ripa e san Giorgio al Velabro. Gli ultimi documenti riferiti a Cavallini (che, secondo la tradizione, morì in età assai tarda) risalgono al 1308 e si riferiscono a contratti stipulati a Napoli presso la corte angioina.    



PIAZZA DI SANTA CECILIA

 
 
 


 
 


Il prospetto esterno



 

PROSPETTO ESTERNO





 

 

L'INTERNO



























Le suore recitano la Via Crucis

 

IL GIUDIZIO UNIVERSALE




Il Cristo


Angeli


Apostoli
 
 
 
 
 
 
 

 

LA CRIPTA

 
 
 
 
 
 
 
 

 








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